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Alle volte, forse sempre, ci innamoriamo di una città perché “ha una sua atmosfera”. Un sapore, un insieme di odori, colori, e immagini che la rendono unica. Un mix inimitabile di elementi che creano qualcosa di unico che vorremmo portare per sempre con noi. Per questo esistevano i diari. Esistevano perché nel puzzle della nostra vita si inserissero tasselli appartenenti al mondo esterno.

PEZZI DI REALTA’ SUL WEB RI-ARTICOLATI IN UN RACCONTO
Google Night Walk in Marseille è il tentativo di riarticolare pezzi di realtà strappati al vissuto di una città in una narrazione esperienziale: grazie al Google Maps Street View, si offre un viaggio per le vie di Marsiglia, nelle quali vengono disseminati file sonori, video e testi. Il visitatore diventa così spettatore attivo nell’esplorazione di storie che popolano la città notturna.

CATALOGARE PER RACCONTARE
E’ inutile qui fare commenti sul valore narrativo dell’opera che Google ha realizzato. Considerate soprattutto le possibilità del colosso di Mountain View.

E’ forse più interessante riflettere insieme su alcuni temi forti che riguardano il ruolo che la rete ha giocato nei confronti dei nostri ricordi e delle nostre esperienze. Google ha passato forse un decennio o qualcosa in più a catalogare il mondo affinché fosse ricercato facilmente. Ha sviluppato competenze in semantica e tassonomia per riuscire a dare un servizio sempre più preciso ai propri clienti, mentre nel frattempo fagocitava il mondo. Un mondo che riversava nel web memorie, film, foto, ricordi, rumori ecc. Tutto questo è stato a lungo archiviato, studiato, catalogato dalla grande G che ha sviluppato competenze su come raccoglierlo ed organizzarlo. Ed oggi giunto all’ultima fase della sua attività: la ri-articolarlazione. Ovvero la sintesi.

RACCONTARE E’ RI-ARTICOLARE FRAMMENTI
Gli artisti del primo 900 avevano intuito che la vita contemporanea sarebbe stata caratterizzata dalla frammentazione delle esperienze. Voglio dire, Picasso non disegnava nasi e occhi staccati a caso. Ma la frammentazione provoca ansia e soprattutto fa perdere all’essere umano il senso delle cose. E sul web (come nella vita) diventa importante ricreare qualcosa in grado di rimettere i pezzi insieme. Quando il mondo dopo la rivoluzione industriale era “diventato troppo grande” da capire, ci ha pensato il cinema. Oggi che il mondo è “enorme” ci pensa un sistema più complesso della narrazione cinematografica: la rete. Google ha capito in tempi non sospetti, l’esigenza di trovare modi di ri-articolare i frammenti raccolti nel quotidiano. E ha inventato metodi per aggregarli in modo da produrre un senso: prima con puri repository (Google Search, Youtube ecc.) poi in piattaforme in grado di produrre fil rouge narrativi, che utilizzano i repository come bacini da cui pescare i contenuti.

E raccontare (e parliamo anche dei formati narrativi come fiction e documentari) sul web, a questo punto è rappresentato esattamente da questo concetto: sviluppare competenze nel saper ri-articolare frammenti depositati in rete. I contenuti singoli sono sicuramente importanti. Ma niente è più importante di come vengono fruiti. E il modo di fruire è, di fatto, LA STORIA.

LINK: https://nightwalk.withgoogle.com/


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