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LE ORIGINI DI UNA RIVOLUZIONE? IL 1984

NEL 1984 APPLE INTRODURRA’ MACINTOSH. E VOI CAPIRETE PERCHE’ NON SARA’ COME “1984″.

Spot Apple 1984 per Mac II

Nel 2011 sulle riviste e sui blog per operatori di settore della comunicazione c’era una grande eccitazione dovuta alla percezione di nuovo periodo di innovazione nel campo dei new media, innescato soprattutto dall’emergere dei social media (ricordiamo che facebook in Italia inizia ad essere usato dalle agenzie di comunicazione in modo sistematico più o meno dal 2009/2010) e che l’iPhone 3GS – il primo ad essere utilizzabile per velocità di connessione, caratteristiche tecniche e avanzamento nello sviluppo delle app – fosse ormai presente sul mercato da inizio 2010.

Queste date, seppure approssimative, ci aiutano però a renderci conto dell’effettiva rivoluzione che la tecnologia ha compiuto dal 2011 ad oggi, nell’arco di poco più di 5 anni. Oggi i miei feed presentano un’innovazione con un ritmo quasi giornaliero. Passiamo dagli smartwatch in grado di monitorare grazie a sensori sempre più avanzati caratteristiche fisiche del suo portatore (alcuni di questi modelli si propongono di parametrizzare anche le emozioni per determinare il “mood” del proprio padrone e di presentare contenuti – ad oggi musicali – in grado di fare da eco oppure riparare al momento di felicità o di sconforto), ai droni in fase di sperimentazione da Google per la diffusione della rete, ad Amazon per la consegna merci, agli avanzamenti a vista d’occhio nella gestione della casa domotica, alle sperimentazioni sempre più avanzate nella robotica come l’esoscheletro robotico per persone con problemi di deambulazione, che ha una somiglianza impressionante con quello usato da Matt Damon in “Elysium”.

Questo in soli 5 anni. Se prendiamo come riferimento le medesime date (2009/2011) e proviamo ad andare indietro le cose non sono state così rapide. O almeno non in superficie. Di sicuro nei laboratori le cose avanzavano e si preparavano le meraviglie che poi sono esplose negli anni dopo, ma di sicuro non era così percepibile in superficie.

Se dovessimo fissare delle pietre miliari nelle rivoluzioni tecnologiche immesse sul mercato negli anni precedenti troveremmo a ritroso: l’iPad nel 2010, l’iPhone nel 2007, Facebook nel 2004, l’iPod nel 2001, la commercializzazione del World Wide Web nel 1995 e prima ancora nel 1981 (con l’IBM 5150) / 1984 (con il Macintosh) l’introduzione del computer ad uso commerciale (PC).

Potremmo dire che gli step temporali sono stati grosso modo riassumibili in questo modo:

> da inizio degli anni ‘80 fino alla metà degli anni ‘90 (15 anni) il grosso dell’innovazione puntava allo sviluppo dei computer e delle loro “potenzialità” tecnologiche, con avanzamenti nella velocità dei processori e delle periferiche (stampanti, telecamere ecc.)

> da metà degli anni ‘90 fino al 2001 (10 anni) l’attenzione si sposta sulla tecnologia “portatile” ovvero su dispostivi di supporto all’uomo nei suoi bisogni in movimento

> dal 2001 al 2004 (4 anni), non si pensa più alla tecnologia come supporto a bisogni funzionali dell’uomo ma ai suoi bisogni irrazionali (socialità ecc.)

> dal 2004 ad oggi (ritmo biennale di innovazioni tecnologiche) tecnologia e software corrono in una innovazione continua cercando di rispondere (e talvolta creando) a bisogni sia razionali (spostamento, trovare luoghi, eventi, ecc.) che irrazionali dell’essere umano (socialità, ludiche…).

In questa corsa che inizia negli anni ‘80 (ricordiamolo, a livello commerciale, perché a livello industriale/militare le cose iniziano addirittura forse negli ‘60 con i computer a schede e forse addirittura negli anni ‘40 con la macchina di Turing) l’integrazione tra uomo e macchina va sempre di più aumentando, in un processo che vede l’uomo sempre più affidare alla macchina la riposta ai suoi bisogni e la macchina accoglierli, elaborarli, rispondere ad essi e spesso alimentarli o crearne di nuovi.

Eseguita questa breve panoramica, il mio scopo non è quello di fare un dettagliato resoconto dello sviluppo della tecnologia e dell’integrazione tra uomo e macchina, ma di ripercorrere questo come sia potuto accadere, discutere di quali processi abbiano permesso alla tecnologia digitale (intesa come hardware e software) di entrare nella vita umana e di fatto cambiarla così profondamente. A mio parere non solo nel “modo di vivere” ma addirittura di “pensare”, condizionando la vita dell’uomo su diversi piani: etico, politico, linguistico ecc.

Per meglio capire da dove veniamo, facciamo però un passo indietro. Iniziamo da dove tutto è iniziato. E probabilmente dovremo arrivare al XV sec. d.c.

Da dove? Ci vediamo alla prossima puntata e ne parliamo…


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